FLAVIO SALA

- chitarrista classico


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Flavio Sala chitarra classica

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"L'era in cui apparivo sul palco con la mia chitarra e il mio scomodo vestito elegante, suonavo pezzo dopo pezzo, nessuna parola, m'inchinavo e 'grazie e arrivederci' è finita.”

- Flavio Sala

Flavio Sala logo

FLAVIO SALA:

il chitarrista di Bojano.

In esclusiva su KickStarter "Il chitarrista di Bojano - autobiografia degli anni 1983-2020" e "Prova a sentirmi", il nuovo album, contenente otto brani scritti e interpretati da Flavio Sala. "Spero che questo libro autobiografico e questo mio nuovo disco consolideranno la mia relazione con i miei fan e mi regalino entusiasmo ed energia per riprendere l’attività concertistica, in stand-by da più di tre anni."

 

Ci son voluti centinaia di Streaming, +200.000 visualizzazioni e +40.000 ore di visualizzazione per maturare il CLASSICAL GUITAR REVALUATION. "La chitarra classica merita una rivincita. Per questo ho ideato il CGR, un piano a lungo termine che prevede attività, in presena e online, volte a rivalorizzare la chitarra classica."

 

Frutto della sinergia tra Flavio e i suoi fan, gli Streamingziti, è "Il Suono Che Meriti: 30 anni di chitarra classica", debutto editoriale in cui racconta la sua esperienza di studente, insegnante e concertista. Al libro, di 300 pagine, è allegato anche il disco "Pasqualino Garzia Live a Cleveland, 1962", l'unica testimonianza audio del suo maestro.

 

Vincitore di premi nelle più prestigiose competizioni chitarristiche mondiali (Gargnano 2001, Michele Pittaluga 2003, San Francisco 2004, Alirio Diaz 2006, Alexander Tansman 2008), Flavio Sala è apparso con la Jury Bashmet New Russia Orchestra, il Quartetto d'Archi de "I Virtuosi di Mosca" di Vladimir Spivakov, la Filarmonica di Mosca, la Filarmonica di Torino, l'Orquesta Sinfonica de Venezuela, suonando ripetutamente alla Tchaikovsky Hall di Mosca (sostituendo una volta il chitarrista flamenco Gerardo Núñez), all'Hermitage Theatre di San Pietroburgo, al Teatro Coliseo di Buenos Aires, al Grand Teatro das Artes di Belo Horizonte, al Teatro Politeama di Palermo, dando concerti in:

 

Italia, Spagna, Austria, Croazia, Romania, Bulgaria, Polonia, Russia, Argentina, Uruguay, Brasile, Venezuela, Cuba, Emirati Arabi, Turchia e Stati Uniti d'America.

 

“Suonare mi permette di chiudere la porta al mondo pur condividendo l'amore per questo strumento che molti credono essere noioso. Questo mi rattrista profondamente. Eppure quando mangi una pessima lasagna è sempre colpa dello chef!"

 

Nato a Bojano (Molise) nel 1983, Flavio Sala proviene da una famiglia con oltre 100 anni di tradizione musicale. "Ero sicuro di non poter suonare, perché sono mancino. Un giorno mio padre mi mise una chitarra fra le braccia e mi mostrò alcuni accordi. Non appena ne sfiorai le corde, immediatamente capii di aver trovato la mia strada. Avevo solo 7 anni."

 

Classico di formazione, allievo per 9 anni di Pasqualino Garzia (10, Lode e Menzione d'Onore al Conservatorio "Lorenzo Perosi" di Campobasso) e di Oscar Ghiglia presso l’Accademia Musicale Chigiana di Siena, Flavio Sala sogna una nuova dimensione per il suo strumento, oggi maltrattato e senza pubblico. "Quando ero adolescente Andrés Segovia era il mio dio. Poi ascoltai Paco de Lucia. In quell’istante capii che la chitarra classica poteva essere molto di più: incorporando la tecnica dei flamenchisti e quella dei chitarristi acustici è possibile ampliarne il vocabolario e le sonorità. Non per questo smetto di essere un classico. Mentre i puristi si preoccupano di difendere i trofei vinti da qualcun altro e chiusi nel ‘Museo della Tradizione’, il nostro strumento languisce nel ghetto dei festival di chitarra. La chitarra classica non ha bisogno di nuovo pubblico ma di un pubblico nuovo."

 

Flavio Sala Plays Pop” (2011), lavoro discografico solistico, e "De La Buena Onda" (2010), cui partecipano anche Marcus Miller, Toninho Horta, Jorge Pardo, Mango, Otmaro Ruiz, Carles Benavent, Rubem Dantas, Giovanni Baglioni, Alain Perez, Piraña, Alex Acuña, Daniel Binelli e Huascar Barradas, gli hanno indicato un nuovo cammino. "Dopo aver suonato mille volte gli stessi pezzi, mi sono sentito come in prigione. Lavorare con questi musicisti è stato straordinario."

 

Tra il 2006 e il 2012 ha vissuto per 5 anni in Venezuela, dopo aver vinto il "XIV Concurso Internacional de Guitarra Clasica Alirio Diaz” di Carora e il "Premio Speciale alla migliore esecuzione di musiche dal Venezuela" della "Fundacion Vicente Emilio Sojo" di Caracas. Flavio è diventato una delle voci più autentiche della musica venezuelana per chitarra, "considerata di terza categoria, ma sono proprio le radici popolari che fanno innamorare le persone dei nostri Giuliani e Rodrigo e non il contrario!” Lì ha avuto l'occasione di incontrare alcune personalità (José Antonio Abreu, Gustavo DudamelClaudio Baglioni, Steve Howe, Rafael “Pollo” Brito) e di suonare in Venezuela, Cuba, Italia e Grecia come solista con l’ "Orquesta Sinfonica de Venezuela".

 

Nel 2014 si è trasferito negli Stati Uniti d'America, con un “O-1 Visa for Artist”, dando 90 concerti in due anni. "Lì ho studiato e compreso il Music Business, iniziando a mettere in atto il mio piano". Ha pubblicato "Mi Guitarra y Mis Amores" (2016), invitando a duettare Steve Howe (YES, Asia), Fabrizio Bosso, Cesar Orozco, Antonio Serrano e Rafael "Pollo" Brito con la sua chitarra: un album che chiude il cerchio.

 

Flavio Sala è insegnante di ruolo presso il Conservatorio "Umberto Giordano" di Foggia.

Flavio Sala e la cantante ToscaFlavio Sala e MangoFlavio Sala e Alirio DiazFlavio Sala e Giovanni BaglioniFlavio Sala e Paco de LuciaFlavio Sala e Claudio Baglioni
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