"È vero, posso suonare!"  - (1 Luglio 2017)

"È VERO - gli dissi quasi gridando per lo stupore - POSSO SUONARE!!!

Sono nato in una famiglia di musicisti, musicisti da ben 4 generazioni: bisnonna, nonno e padre, tutti diplomati in pianoforte. Mio nonno, nato nel 1907, completò anche gli studi di composizione e direzione di banda al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. 

Io, bimbo insicuro, timidissimo, incapace di iniziare e mantenere una conversazione, di intervenire anche quando ero sicuro della risposta, in soggezione continua con chiunque, con le amichette non ne parliamo proprio, sempre a corto di argomenti validi. 

A scuola. 

Per strada. 

In famiglia. 

La chitarra era comunque lo strumento più suonato in casa: mio padre stesso, mia sorella Wissia, la più grande e i miei fratelli, Kiko e Simone, strimpellavano la chitarra ma a livello di canzoni. Io ero l'unico che non aveva mai provato. Maura, l'ultima nata, era ancora troppo piccola. 

Quando avevo circa 5 anni dissi a Simone, di 6 anni, oggi brillante pianista, che avrei volentieri provato a imparare a suonare la chitarra. "Tu non puoi - mi disse senza nessun tono particolare - sei mancino". Anche se la cosa mi dispiaceva, non mi venne in mente nemmeno di fare la prova, ci rinunciai direttamente, come se mi avessero detto "mi dispiace, le caramelle sono finite". 

Qualche tempo dopo, mio padre mi chiese: "Flavio, come mai tutti i tuoi fratelli hanno imparato a suonare la chitarra e tu non me lo hai mai chiesto?". E la mia risposta fu: "Io non posso suonare, perché sono mancino!". "Chi ti ha detto 'sta cretinata?", aggiunse, chiedendomi di andare a prendere subito la chitarra. 

Al 4° piano di questo edificio c'è la casa dove sono nato e in cui ho vissuto fino ai 9 anni. Esternamente non è cambiato granché. All'estrema destra si intravede una serranda rossa abbassata: è la stanza dove mi fece vedere i primi accordi sulla chitarra. 

Quel giorno non l'ho mai dimenticato: abbracciare la chitarra non fu solo amore a prima vista, diede anche il LA a tutti i miei tormenti e alla guerra psicologica ancora oggi in atto. 

"È VERO, POSSO SUONARE!!!"- gli dissi quasi gridando per lo stupore. 

"Ora posso finalmente dimostrarti chi sono." - avrei invece voluto dirgli, quello stesso pomeriggio di un mese caldo,

Era il 1990. Avevo 7 anni.

"I Colori Dei Suoni Di Picasso"

Campobasso, 9 Aprile 2017.

Produzione: "Fondazione Molise Cultura" e "Associazione Artemisia".

Programma:

- Johann Sebastian Bach: Preludio dalla Suite n° 1 per violoncello. (Trascrizione Flavio Sala).

- Francisco Tarrega: Capricho  Arabe

- Enrique Granados: La Maja de Goya

- Isaac Albéniz: Sevilla

- Johann Kaspar Mertz: Elegia

- Alonso Mudarra: Fantasia in La maggiore

- Carlos Gardel: Volver (feat. Maura Sala)

- Frederyk Chopin: Notturno op. 9 n° 2 (Trascrizione Tarrega)

- Eduardo Di Capua: I' te vurria vasà (Arrang. Flavio Sala)

- Pedro Elias Gutierrez: Alma Llanera (Arrang. Alirio Diaz)

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